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Ultimo aggiornamento: 7:29
di Claudia De Martino
Il 22 ottobre scorso si è tenuto un grande summit bilaterale Unione Europea – Egitto che ha svincolato altri 4 miliardi di investimenti per il Cairo e un tappeto rosso steso da tutte le più alte cariche dell’Unione per il dittatore africano, appena 1 anno e mezzo dopo la stipula (a marzo 2024) di una partnership strategica pari a 7,4 miliardi di euro per combattere l’immigrazione illegale e rilanciare l’economia egiziana.
I leaders europei ed al-Sisi hanno sottolineato la loro comune ambizione di cooperare su questioni globali e regionali definite “condivise”, tra cui vengono citate: la situazione in Medio Oriente, ovvero la stabilizzazione di Gaza, l’Ucraina, il multilateralismo, il commercio, la migrazione e la sicurezza. In concreto, oltre agli investimenti in settori quali l’idrogeno pulito, la finanza già operati nel 2024, al “meccanismo di investimento Ue-Egitto”, lanciato nel giugno 2025, che dovrebbe mobilitare altri 5,8 miliardi di dollari entro il 2027, l’ultimo vertice ha anche formalizzato l’inserimento dell’Egitto nel prestigioso Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell’Ue, aprendo le porte alla collaborazione scientifica, e assegnato altri 200 milioni di euro – una cifra modesta, ma simbolica – alla lotta alle migrazioni.







