«Nel calcio moderno il problema non è essere forti, ma diventare antifragili». Luca Franceschi per quattordici stagioni a Trigoria come preparatore atletico e responsabile del recupero infortuni, è stato una delle figure più longeve della Roma moderna. Oggi lavora come consulente privato, seguendo da vicino atleti di Serie A e professionisti in rientro da lunghi stop. Con lui proviamo a capire — dopo gli ultimi guai muscolari di Dybala e Bailey — che cosa sta succedendo al corpo del calciatore moderno e perché certi infortuni sembrano sempre più frequenti.

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di Piero Torri

Professore, com’è possibile che un calciatore tecnico come Dybala si sia infortunato, ancora una volta, calciando un pallone. È possibile farsi male così?

«È la domanda che mi fanno anche al bar: com’è possibile? Il concetto di “farsi male” è legato alla fragilità. E l’errore che commettiamo, noi preparatori in primis, è pensare che l’opposto di fragile sia forte. Non è così. Il contrario di fragile è antifragile. Essere forti significa reggere, essere antifragili significa migliorare sotto stress. È quello che ci manca oggi: abbiamo giocatori fortissimi, ma pochi davvero antifragili».