QUINTO - È stato stroncato da una polmonite a 59 anni. Se n’è andato così Valter Toppan, ex manager della Geox. Nei giorni scorsi il respiro si era fatto affannoso. Poi è subentrato un malessere generale. All’inizio sembrava una semplice influenza. Un male di stagione. Lui, tra l’altro, non aveva particolari problemi di salute. Ma il quadro si è improvvisamente aggravato. Fino alla corsa in ospedale e al ricovero in Terapia intensiva, dove è stato intubato.
Purtroppo, però, non c’è stato nulla da fare. Il 59enne è morto martedì al Ca’ Foncello a causa di un’insufficienza respiratoria acuta. A livello generale, in questo periodo sono oltre 100 i pazienti ricoverati negli ospedali della Marca per problemi di natura respiratoria. Nella maggior parte dei casi viene attivata una terapia di supporto per aiutarli a superare qualche forma simil influenzale o il contagio da coronavirus. Mentre per quanto riguarda l’influenza, l’Usl dal primo ottobre ha avviato la campagna vaccinale con la distribuzione di oltre 125mila dosi dedicate in particolare alle persone con più di 65 anni e a quelle fragili per qualche patologia.
Originario di Zero Branco, Valter Toppan si era trasferito a Quinto già da ragazzo. Abitava in via Ciardi, a due passi dal centro. Lo scorso dicembre aveva perso il padre, Gino, mancato a 80 anni. E ora tutti si stringono a Bruna, la mamma, rimasta sola. Da giovane gli amici lo avevano soprannominato “Il dottore” per il suo percorso accademico. All’inizio degli anni ‘90 si era laureato in economia aziendale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. «Aveva una testa fine», ricorda chi l’ha conosciuto. A confermarlo, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata anche l’attività professionale nel settore dell’abbigliamento. Nel 1994 Toppan aveva iniziato a lavorare per la Stefanel come retail manager, guida dei negozi per lo sviluppo della rete di vendita. Nel 2001 il passaggio alla Geox. Qui il 59enne aveva assunto il ruolo di direttore retail per il mercato europeo. Negli ultimi 13 anni, infine, si era concentrato sulla libera professione. Faceva il consulente per lo sviluppo di reti di negozi e attività in franchising, gestione del personale, messa a punto di piani di business e così via. Ma nella sua vita non c’era solo il lavoro. Anzi. Dal padre aveva ereditato una grande passione per la musica. Ogni volta che c’era la possibilità non esitava a prendere in mano uno strumento: tromba, sassofono e così via.










