Ritmi incalzanti, arie popolari, suoni elettronici e un signore di 71 anni che rappa il suo amore per Napoli e le sue tradizioni. È il nuovo album del percussionista Rosario Jermano “Voglio Napule ‘e ‘na vota”, pubblicato dalla Universal e presentato con uno showcase al teatro Bolivar nel rione Materdei. “Non è una scelta casuale, in queste strade ci sono nato, ho vissuto gli anni più felici dell’infanzia e della prima gioventù e il mio cuore è rimasto qui”. In sala alcuni degli amici e dei colleghi musicisti che hanno incrociato il percorso di Jermano nel corso dei decenni: Enzo Gragnaniello, Antonio Onorato, Lino Vairetti, Ernesto Vitolo e Claudio Poggi, il produttore che nel 1977 realizzò il primo album di Pino Daniele “Terra mia”, in cui Jermano suonava le percussioni.

“All’inizio eravamo soltanto io e Pino”, racconta Jermano. “A pochi passi da qui, a casa di mia madre in vico Paradiso, realizzammo i provini di quel disco. A cento metri da questo teatro c’è il palazzo in cui abitavo e in cui da bambino cominciai a esercitarmi alla batteria sulle canzoni di Carosone. Sempre a pochi passi, c’è la grotta dove provavamo con la band Batracomiomachia, con Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo. Di questo stesso teatro sono stato direttore artistico, ci ho portato Gino Paoli e Franco Califano. Insomma questi luoghi raccontano la mia vita”.