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5 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:18

Circa 150 euro in più al mese. È stato firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024. Il rinnovo riguarda oltre 1 milione e 286mila dipendenti tra personale della scuola, università, enti di ricerca e istituzioni Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). L’accordo è stato sottoscritto oggi mercoledì 5 novembre durante la riunione decisiva all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran), dopo un lungo confronto con le organizzazioni sindacali Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief, che si sono dette soddisfatte.

Nel dettaglio prevede un incremento medio a regime di 150 euro medi mensili per 13 mensilità, con punte di 185 euro medi mensili per gli insegnanti (in base all’anzianità di servizio), e 240 euro medi mensili per ricercatori e tecnologi. Per il personale tecnico-amministrativo, il personale Ata, l’aumento medio mensile è invece di circa 110 euro (109,78). Il contratto, che si concentra principalmente sulla parte economica, consentirà inoltre il pagamento di arretrati, che per i docenti possono raggiungere circa 2mila euro.