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Ultimo aggiornamento: 15:58
Il restyling del nuovo Camp Nou è al centro di una protesta scoppiata negli ultimi giorni in Spagna. A scatenarla sono stati proprio gli operai che continuano a lavorare incessantemente per completare il prima possibile le opere di ristrutturazione e permettere che il Barcellona torni nel proprio stadio (attualmente gioca le sue partite in casa al Montjuic) rinnovato al 100%. Dopo molti ritardi e rinvii, si ipotizzava fine novembre come data di fine lavori, ma l’agitazione degli ultimi tempi potrebbe cambiare tutto.
Martedì infatti decine di lavoratori davanti il Camp Nou hanno protestato contro il licenziamento e l’espulsione di una cinquantina di operai dal progetto di costruzione, dopo che è stata denunciata la loro posizione irregolare. Una protesta indetta dal sindacato spagnolo CCOO, che continua a sostenere come le aziende vogliano adesso rimpatriare gli operai, la maggior parte stranieri, che lavorano senza alcuna garanzia o assistenza: “Molti di loro lavorano già dodici ore al giorno, sette giorni su sette, da più di un anno. Per lo più senza documenti, in modo del tutto irregolare” ha denunciato il sindacato portando alla luce un problema di cui – da quanto emerge – sarebbe al corrente anche la società blaugrana.







