“Io in verità all’Archivio Segreto Vaticano ho visto solo un fascicolo che conteneva soltanto ritagli di giornale. Non c’è nulla di più in Archivio, nient’altro”: sono le parole di monsignor Sergio Pagano, sulla possibile esistenza di un dossier in Vaticano con informazioni riservatissime sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. La parole di Pagano sopraggiungono a pochi giorni dall’appello della avvocata della famiglia Orlandi Laura Sgrò che ha chiesto alla commissione parlamentare di inchiesta di richiedere il dossier sulla cittadina vaticana scomparsa al fine dei lavori della bicamerale.

Le dichiarazioni di Pagano

Il prelato è stato dal 1997 fino al 2024 Prefetto dell’ex Archivio Segreto Vaticano dove ha lavorato per oltre quarant’anni. Pagano è stato intervistato a Londra, all’Istituto Italiano di Cultura, dal giornalista e scrittore Massimo Franco, con cui proprio su quell’archivio (cambiato da Papa Francesco in “Archivio apostolico Vaticano”) ha scritto il libro “Secretum”. “Poi – ha aggiunto Pagano sempre sull’oscura vicenda della cittadina vaticana di 15 anni sparita nel nulla nel 1983 – si è saputo che il procuratore Diddi (Alessandri, ndr) avrebbe trovato delle carte sulle vicende. Ma quelle carte non erano da me. E non sono uscite, per cui penso che non siano mai esistite… Non è mai stata trovata una prova ed è rimasta la favola” aggiunge Pagano, rivendicando di “avere sempre aperto tutto” durante il proprio mandato. Anche se, dice “forse in Archivio l’aria sta cambiando, ed era un’aria che non mi piaceva”. Ragione per cui ha alla fine accettato di scrivere “Secretum” con Franco, offrendo una rilettura inedita e spiazzante di alcuni passaggi storici fondamentali.