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5 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:55
Erano tutti collaboratori della giostra gestita dal fratello. E, perciò, lo conoscevano. I tre ragazzi accusati dell’omicidio di Stefano Luigi Cena, il giostraio picchiato a sangue la sera di domenica 15 ottobre a Capena, in provincia di Roma, e deceduto nove giorni dopo, lavoravano a fianco del fratello della vittima. I carabinieri della compagnia di Monterotondo, coordinati dalla procura di Tivoli, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre giovani. Si tratta di due 19enni e un 24enne, gravemente indiziati di concorso in omicidio volontario aggravato.
La lite è nata da una discussione pomeridiana tra la vittima ed uno degli aggressori per futili motivi, la volontà di non pagare un biglietto per una giostra. La sera la situazione è degenerata e l’uomo è stato circondato e colpito dal gruppo di giovani, picchiata anche la moglie e uno dei loro figli. Cena, riuscito ad allontanarsi, è tornato indietro per soccorrere la moglie. Lì ha subito una nuova aggressione, cadendo a terra e venendo colpito ripetutamente in parti vitali. L’intervento dei carabinieri è riuscito ad evitare conseguenze per il figlio della vittima, accorso in aiuto.







