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Buon inizio, poi si adegua al ritmo blando dell'Eintracht. E Hojlund non segna ormai da un mese
Se non fai gol non è sufficiente il settanta per cento (a tratti) di possesso palla, in Europa non funziona così. Bastano un paio di elementi fuori condizione per rendere complicato un match che alla vigilia pareva se non agevole ma comunque alla portata del Napoli. Che ha iniziato bene prima di adeguarsi al ritmo sonnolento dei tedeschi, che hanno meno velleità europee degli azzurri e che quindi possono accontentarsi del minimo sindacale, cioè di un pareggio che invece compromette ulteriormente le chance di Conte di prenotare gli ottavi.
Dieci minuti di promettente avvio dovevano essere la miccia per accendere il fuoco in area tedesca appena però l'Eintracht è passato a cinque in difesa, s'è spento il sacro furore partenopeo: non ha funzionato la catena di destra, da sempre punto di forza dello sviluppo offensivo. Di Lorenzo (voto 5: è in palese affaticamento, poco lucido) e Politano (voto 4,5: va fatto riposare, non spinge) hanno prodotto quasi zero sul lato buono, su quello opposto invece si segnala l'unica nota lieta della serata, dopo aver fatto il mediano e il play Elmas s'è scoperto ala intrigante e pericolosa (voto 6,5: partorisce le iniziative migliori, vicino al gol), ancora non pervenuto al centro dell'attacco Hojlund che pare soffrire più di tutti l'assenza di De Bruyne (voto 4,5: il biondo corre ma non crea pericoli).






