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Una donna che andava al lavoro, una mattina qualunque, è stata pugnalata alle spalle da uno sconosciuto che non avrebbe dovuto trovarsi lì

Gentile direttore Feltri, sono rimasta sconcertata e indignata da ciò che è accaduto a Milano, dove una donna di 43 anni è stata accoltellata alle spalle da un uomo di 59 anni, bergamasco come me. Quest'uomo, come abbiamo letto, aveva precedenti per aggressioni violente ed era stato ospitato in una comunità del Varesotto, da cui però sarebbe stato allontanato di recente perché diventato molesto e ingestibile. E allora mi chiedo, direttore: com'è possibile che una persona con un passato del genere, dichiarata semi-inabile e potenzialmente pericolosa, sia stata semplicemente mandata via da una struttura, senza che nessuno ne controllasse i movimenti? Perché, se era pericoloso per chi viveva nella comunità, non doveva essere libero di girare per le strade di Milano. Quest'uomo avrebbe potuto colpire chiunque, in qualunque momento. Mi domando se ci siano responsabilità da parte della comunità che lo ha allontanato o delle autorità che non hanno vigilato. Possibile che basti diventare molesti per essere espulsi e non segnalati? E che fine ha fatto il principio di tutela della collettività? Per fortuna la donna non è morta, ma resta gravissima. Chi la proteggerà domani da un altro molesto lasciato libero di delinquere?