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Lunedì mattina al momento del crollo c’erano nove operai dentro la Torre dei Conti, un edificio medievale che affaccia su largo Corrado Ricci, vicino a via dei Fori Imperiali, a Roma. Uno di loro, un uomo di 66 anni, è rimasto intrappolato tra le macerie per ore e poi è morto in ospedale. Gli operai stavano lavorando a un grosso intervento per restaurare la torre, che è abbandonata da quasi vent’anni, per renderla visitabile e trasformarla in un museo con un’aula studio e una sala conferenze entro giugno del 2026.
È un progetto quindi corposo, finanziato con 6,9 milioni di euro del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Giovanni Caudo, il presidente della commissione speciale PNRR del comune di Roma, ha spiegato che è «il secondo progetto più importante in termini di costi dopo quello del Museo della Civiltà Romana», che si trova all’EUR. È difficile dire ora se e quando i lavori riprenderanno dopo i crolli di lunedì, che hanno sostanzialmente distrutto una facciata della torre e buona parte dei solai interni.
Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha detto che il rischio di ulteriori crolli è molto elevato. Sono in corso i rilievi tecnici dei consulenti della procura di Roma, che ha aperto un’indagine per disastro e omicidio colposo.










