Esattamente un anno fa l’incontro con i primi studenti di Napoli, quelli dell’Istituto Ferraioli, che aderirono al progetto Parla. (Prevenzione, Aggressività, Rischi, Legalità, Abusi) e strapparono una promessa alla presidente della Fondazione I figli degli Altri: “Abbiamo bisogno di essere ascoltati direttamente tra le mura scolastiche.”
Da quell’incontro è nato, proprio al Ferraioli, il primo Punto Ascolto gestito direttamente dalla Fondazione. “Il lavoro che abbiamo svolto lo scorso anno negli istituti della Campania – spiega la presidente della Fondazione Rosetta Cappelluccio - con uno studio mirato di prevenzione al bullismo fisico e cyber che ha coinvolto mille e trecento ragazzi tra i 14 e i 18 anni, – ci ha mostrato numeri e dati da brividi”.
Quello che è emerso è che il 90 per cento degli studenti chiede aiuto per le chat pedopornografiche e, circa il 30 per cento, desidera appartenere a una baby gang e, molto spesso, la richiesta è tutta al femminile. Inoltre, il 6,5 per cento dei minori fa parte di una banda, mentre il 16 per cento ha commesso atti vandalici e 3 ragazzi su 10 hanno partecipato ad almeno una rissa.
“I dati parlano chiaro, inoltre si avverte negli studenti un enorme senso di vuoto – continua la Cappelluccio - I ragazzi hanno bisogno di figure di riferimento sane e, soprattutto, di sentirsi protetti. Ripartiamo ora, nelle scuole, con un nuovo ciclo di incontri di prevenzione al disagio giovanile, alla violenza e ai rischi digitali”.









