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L’ex Dg alla Prevenzione Ranieri Guerra conferma le indiscrezioni del Giornale. Desecretata la sua audizione in commissione Covid
«Giuseppe Conte chiuse l’Italia per non chiudere la Lombardia». L’amara verità emerge dal verbale dell’audizione in commissione Covid dell’ex Dg della Prevenzione del ministero della Sanità Ranieri Guerra, desecretata nel pomeriggio. Dal suo racconto - osteggiato dall’Oms di cui è stato numero due - emerge uno scenario desolante. Un Paese paralizzato «dove i casi erano quasi a zero». Una Lombardia pronta a esplodere, mai davvero chiusa. E un governo che, di fronte al caos, scelse la via più semplice: fermare tutti. Da qui la decisione sul lockdown nazionale, nato dal fallimento del sistema di sorveglianza e da una raccolta dati affidabile, più che da un disegno scientifico consapevole.
Rispondendo al capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, Guerra ricostruisce il contesto di quelle ore: «Ricordo anche come la decisione del lockdown iniziale, quello a livello nazionale, fu presa con una concentrazione dei casi estremamente elevata in Regione Lombardia, anzi prevalentemente a Cremona, Bergamo e Brescia più che in tutta la Lombardia, con Piacenza in Regione Emilia Romagna, qualche cosa che cominciava a insorgere a Torino, ma il resto d’Italia non era così pesantemente colpito. Ricordo anche un’interlocuzione avuta con il presidente della Regione Calabria dell’epoca, poi defunta, che mi chiese: qui non abbiamo assolutamente niente, perché diavolo dobbiamo stare a casa tutti quanti e non farci vedere nelle strade? In quel caso si tratta anche di avere degli strumenti per una sorveglianza e una diagnostica in tempo reale, che ci permettano di tenere aperto oppure di chiudere in maniera documentata e mirata».






