Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 18:47

Una testa di capretto mozzata e un coltello sulla tomba del padre. È quanto trovato lunedì dalla gip del Tribunale di Lecce Francesca Mariano nel cimitero di Galatina, in Salento. Non è la prima volta che la magistrata riceve minacce e intimidazioni, per questo da oltre un anno è sotto scorta. Nel febbraio del 2024 alla giudice venne recapitata un’altra testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto “Così”: in quell’occasione la testa dell’animale era stata lasciata davanti alla porta della sua abitazione. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha telefonato a Mariano per “riconfermare l’altissima considerazione di Palazzo Chigi per il suo operato” e ha contattato anche il prefetto e il questore del capoluogo salentino chiedendo loro “di valutare ogni misura di sicurezza possibile, pur essendo l’attuale dispositivo tutorio già al massimo livello“.

Nell’ottobre 2024 nell’aula di udienza del tribunale di Lecce, dove Mariano era impegnata come gup, venne trovata la foto della giudice, presa da un quotidiano locale, circondata dal disegno di una bara fatto con un pennarello nero, con tanto di croci. Il ritaglio di giornale riguardava un’inchiesta salentina, sempre di mafia, che all’epoca giungeva a sentenza. Il ritaglio fu sequestrato e consegnato ai poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Potenza, che indagano sulle intimidazioni ricevute dalla magistrata assieme alla pm della Dda di Lecce Carmen Ruggiero.