Tutto iniziò su un treno, nella seconda metà degli anni Settanta. Gunpei Yokoi, giovane ingegnere della Nintendo, notò un uomo d’affari che per noia premeva tasti su una calcolatrice. Quel gesto banale divenne un’illuminazione. Se una semplice calcolatrice poteva intrattenere, perché non costruire un oggetto portatile pensato apposta per farlo?
Da quell’idea nacquero prima i Game & Watch, poi - più di un decennio dopo, nel 1989 - il Game Boy. Aveva uno schermo lattiginoso, audio gracchiante, autonomia da quattro pile e un design che più che ergonomico era onesto: rettangolo in grigio industriale, due tasti magenta, un d-pad ruvido, la promessa di un altrove in tasca.
Trentasei anni dopo, quella console leggendaria diventa un mattone sul serio. Letteralmente. LEGO lo ha ricreato quasi in scala 1:1, cavalcando la solita, intelligente operazione nostalgia, che stavolta fa leva sugli anni ’90.
Il set si chiama ufficialmente LEGO Game Boy 72046. Dentro ci sono 421 pezzi, un numero che raddoppia con una strizzata d’occhio: compare infatti anche sul retro del modellino, come numero seriale del dispositivo: “G19890421”, cioè 21 aprile 1989, la data di lancio giapponese del Game Boy.
Le proporzioni sono state misurate col calibro del feticismo: LEGO parla di copia “quasi 1:1”: oltre 14 cm di altezza, 9 di larghezza, 3 di spessore, che ricalcano molto da vicino quelle del DMG-01 [il nome in codice del Game Boy originale]: 148×90×32 mm nelle specifiche tecniche ufficiali Nintendo. Non è una sovrapposizione perfetta - l’altezza dell’originale è superiore di 8 mm - ma la somiglianza è tale che i confronti fotografici con il Game Boy vero risultano sorprendenti per accuratezza. Visto da lontano, è difficile distinguere che si tratti di un modello LEGO. Anche perché quasi tutte le decorazioni presenti sul set sono elementi stampati, non adesivi.







