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Ultimo aggiornamento: 9:02
In paese a Capizzi, in molti avevamo paura dei fratelli Frasconà Filaro. “Sono stati sempre un po’ bulli, ma nessuno poteva immaginare una cosa come questa”, dice il sindaco, Leonardo Giuseppe Principato Trosso. Ma dagli atteggiamenti si è passati a fatti di rilievo penale: “È stata come una sorta di inesorabile escalation” racconta il primo cittadino. Ed è così che normale sabato sera nel piccolo paesino di 3mila abitanti sui Nebrodi, in provincia di Messina, ha assistito a una sparatoria.
Erano le 22.30 Antonio Frasconà Filaro, 48 anni, i figli Mario, 18 anni, e Giacomo, 20 anni, arrivano insieme nella via principale. Lì c’è un bar, proprio di fronte alle scuole elementari. Giacomo impugna la pistola e inizia a sparare, stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Capizzi e a quanto raccontato da chi c’era. “Poteva essere una strage”, dice il sindaco. Sono scappati tutti in varie direzioni, chi dentro al bar, chi verso la piazza. Non è riuscito a scappare Giuseppe Di Dio, 16 anni (nella foto), colpito subito al collo. Il ragazzo non era neanche il vero target della spedizione omicida di padre e figli che da settimane spaventavano il paese. Un paese che oggi piange la morte “senza senso”, ripetono in molti di un ragazzino che era nel posto sbagliato al momento sbagliato.











