C’è la data: mercoledì 12 novembre si potrà iniziare a inoltrare le richieste per accedere al bonus elettrodomestici del 2025. Il contributo massimo arriverà a 200 euro, sarà possibile coprire fino al 30% del costo di un prodotto (purché sia stato realizzato in Europa e abbia la certificazione per l’efficienza energetica) e il limite di 100 euro sarà raddoppiato solo (e anche giustamente) per le famiglie con un Isee inferiore ai 25mila euro. Ecco le cinque domande che riassumono tutto ciò che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati.

1. Per quali prodotti vale? Il bonus non vale per tutte le tipologie di elettrodomestici, indipendentemente dal fatto che la loro fabbricazione sia avvenuta in Ue e che rispettino i requisiti di risparmio energetico. Queste due, tuttavia, sono le caratteristiche necessarie per individuare i prodotti selezionati che riguardano, nello specifico, lavatrici, lavasciuga e forni di classe A; cappe da cucina di classe B; lavastoviglie e asciugatrici di classe C; e frigoriferi e congelatori di classe D. Per i piani cottura, invece, il bonus si applica unicamente a quelli conformi ai limiti del regolamento Ue 2019/2016.

2. Chi lo può richiedere? Non ci sono grosse scremature sulla platea di possibili beneficiari: possono accedere al bonus tutte le persone fisiche che hanno compiuto almeno diciotto anni e che sono residenti in Italia (attenzione, ogni nucleo famigliare potrà disporre di un solo voucher). L’unica condizione necessaria e obbligatoria è la rottamazione di un apparecchio vecchio che dovrà essere della stessa tipologia ma con una classe energetica inferiore di quello che si intente acquistare. Lo scopo del contributo, infatti, è agevolare economicamente il passaggio verso prodotti più sostenibili. Il bonus non è cumulabile con agevolazioni analoghe come quella per i mobili o per le ristrutturazioni edilizie.