Si riparte. L’anno scolastico 2021/2022 prende avvio tra vecchie (tante) e nuove (poche) regole che continueranno a modificare la vita dei bambini e degli insegnanti. I primi a rientrare in aula come sempre saranno gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano mentre gli ultimi saranno i ragazzi della Calabria.

Un ritorno sui banchi in presenza. Nessuno sarà in didattica a distanza: il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il suo Governo hanno voluto a tutti i costi archiviare le lezioni online. In classe ci saranno tutti i docenti di posto comune: quest’anno – ci confermano i presidi – gli uffici scolastici regionali e viale Trastevere hanno fatto un grande sforzo per assicurare già dal primo settembre maestri e professori in sezione. Un successo claudicante visto che mancano comunque le nomine dei supplenti annuali e i docenti di sostegno che possono garantire ai ragazzi disabili il diritto a una scuola uguale per tutti.

Restano pure le classi troppo numerose: secondo un dossier presentato da “Tutto Scuola”, in duemila scuole quasi 400 mila studenti studiano in aule sovraffollate. Più nello specifico, le cosiddette classi pollaio sono quasi 14mila (dai 27 ai 40 alunni). In viale Trastevere hanno in mano un monitoraggio della situazione ma ancora non è stata presa alcuna decisione per farle sparire.