Una folla commossa si raduna sotto casa di Aniello Scarpati. E' attonita e scossa dal dolore la città di Ercolano, colpita al cuore dalla notizia della morte di Aniello Scarpati, l'assistente capo della Polizia di Stato, 47 anni, moglie e tre figli, deceduto la scorsa notte nella vicina Torre del Greco, in un incidente stradale a bordo dell'auto di servizio provocato da un Suv il cui conducente è stato rintracciato e arrestato dalla polizia. All'esterno dell'abitazione, nel centro cittadino della città degli Scavi, si ritrovano spontaneamente parenti e amici.

Unanimi i commenti, si parla di Aniello come una persona ligia al dovere sul lavoro, pronta ad aiutare gli altri. E così tra le lacrime c'è chi ricorda Aniello come "un bravissimo ragazzo", chi invece con gruppi di amici commenta l'accaduto e non si dà pace per "un figlio della nostra città". Non nasconde la tristezza Ciro che, insieme alla collega di lavoro, lo conosceva da una vita perché cliente della sua cartoleria nella centralissima piazza Trieste, dove Scarpati abitava. "Non ci sono parole: è uno choc, una notizia tragica" dice dopo aver abbracciato la moglie. "Un bravissimo ragazzo - aggiunge - che conoscevamo da anni, sorridente. Lo ricorderò per sempre così: un appassionato della divisa che indossava".