Chat che stridono con l'immagine delle attiviste impegnate nel dibattito sull’inclusività e sul femminismo. Tra i documenti agli atti sarebbe stato trovato anche un file denominato “La lista nera” con 14 nomi di personaggi noti e non. Una sorta di schedario classificato per città e tipologia di accusa: “molestatori, manipolatori, ricattatori”. Le indagate si difendono. Vagnoli si dice “sconcertata” per la pubblicazione degli atti lamentando che così si sia “messo a rischio non solo l’incolumità delle indagate ma anche tre persone estranee ai fatti”, criticando la diffusione di “conversazioni di privati cittadini”. Valeria Fonte, ha rilanciato: “Rivendico ciò che ho detto sui sionisti, sui giornalisti italiani, sulle persone transfobiche e omofobiche, sugli uomini, sui politici”. Siamo in un ambito dove agiscono diversi aspetti, dalla libertà di espressione alla discriminazione, dalle nuove tecnologie alla privacy, alla diffamazione. Detto questo, non sono pochi i follower che si sentono delusi o traditi dal comportamento delle tre.
Guru femministe indagate per stalking, gli insulti a Mattarella, Segre, Murgia...
Cortocircuito nella galassia variopinta dei diritti, del femminismo militante e del politicamente corretto. La Procura di Monza ha chiuso le inda...












