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Da domani in seconda serata con due ospiti: "Partiremo in modo equilibrato ma saremo provocatori"

Eterno dilemma: in tv è possibile fare cultura e, insieme, intrattenimento? Da domani in seconda serata su Raitre, all'amletico dubbio prova a rispondere uno che "in cinquant'anni di carriera come riassume lui stesso - è passato da Shakespeare a C'eravamo tanto amati; da David Mamet al Grande Bluff" alternando, insomma, profondità e leggerezza. Questa, appunto, la chiave di Allegro ma non troppo: il talk culturale con cui, per diciotto puntate in diretta, Luca Barbareschi tenterà "di parlare di cose anche molto serie, ma sempre scherzando e ridendo spiega -. E non per indottrinare; ma per fornire gli strumenti con cui leggere meglio i tempi che viviamo". Due ospiti uno di fronte all'altro, molto diversi fra loro e magari con opinioni contrapposte ("Spesso, mi auguro, contrapposte anche alle mie", aggiunge lui) si misureranno così su concetti fra loro contrari. Contrapposizione della prima puntata: stupidità e competenza. "Barbareschi, che da sempre si nutre di conflitti, e che spesso li crea, è la figura ideale per analizzare con leggerezza temi anche alti analizza il direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi -. Mi auguro che attraverso il suo essere allegro (ma non troppo) si comprenda meglio la complessità che ci circonda". "Tutti pensano che io sia un musone snob riflette l'attore, regista e produttore -. Poi, però, chi viene a casa mia si diverte come un pazzo. La verità è che io non sono un giornalista: sono un giullare. E i giullari hanno il diritto di dire tutto ciò che vogliono. Se riuscirò a portare in trasmissione questa ironia, questo buonumore, Allegro ma non troppo avrà fatto centro".