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Ultimo aggiornamento: 14:23

Marzo 2023: un funzionario del ministero della Difesa britannico (MoD) sale su un affollato treno della metropolitana di Londra e, apparentemente per distrazione, lascia lo schermo del suo laptop sbloccato e ben visibile. Per circa 20 minuti, e-mail sensibili con i dati personali di afghani in cerca di asilo sono disponibili alla vista degli altri passeggeri.

Un viaggiatore fotografa lo schermo e carica le foto online in forma anonima, come emerge dal rapporto interno del MoD.

È l’inizio di un incubo. Quelle e-mail, non redatte, cioè non ‘censurate’ per la visione pubblica, contenevano nomi, indirizzi, legami familiari e aggiornamenti sulle richieste di rilocalizzazione nell’ambito della Politica di Rilocalizzazione e Assistenza per l’Afghanistan (ARAP), il piano di estrazione degli ex collaboratori che, rimasti in Afghanistan dopo la precipitosa fuga delle forze occidentali nell’agosto 2021, sono alla mercé della vendetta dei Talebani. Secondo un’indagine esclusiva dell’Independent, pubblicata ieri, a seguito di quella ‘distrazione’ sono 49 le violazioni di dati nel programma di rilocalizzazione afghana, con ripercussioni dirette su 19.000 collaboratori afghani del governo britannico.