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Ultimo aggiornamento: 8:06

Marco Belinelli era soprannominato “Mamma mia, Marco!”, Danilo Gallinari “grande capo dell’Italia”. Oggi Simone Fontecchio con la maglia dei Miami Heat è “Bellissimo Simoni!”. In Florida i tifosi hanno un nuovo idolo, coach Erik Spoelstra lo esalta, l’azzurro fa canestro. E finalmente in NBA sta trovando lo spazio che merita.

La stagione di Fontecchio è iniziata con queste cifre: 13 punti all’esordio contro Orlando, 14 a Memphis e in casa contro New York. Poi ci sono i 10 contro gli Hornets. Da quando veste la maglia degli Heat, il numero 0 non è mai andato sotto la doppia cifra. E dopo quattro giornate di regular season è tra i migliori 5 marcatori della squadra. Fontecchio gioca, segna e fa impazzire i tifosi con le sue triple. Giocatore versatile e difensore nettamente migliorato rispetto al primo anno in America, il cestista azzurro è in grande fiducia. Nei 20 minuti a partita di media in cui viene impiegato, l’ex Detroit è sempre più un fattore. E lo dicono anche i dati. Il secondo quintetto degli Heat, infatti, ha l’efficienza più alta dell’intera lega (+59 di plus/minus – ovvero il contributo di un giocatore alla differenza di punti segnati dalla squadra mentre è in campo – in 43 minuti). “Sto bene, sento la fiducia di Spoelstra e dei compagni e sono contento del modo in cui riesco a incidere ogni volta che vengo chiamato in causa. In questa squadra tutti sanno di poter dare un contributo importante”, ha raccontato. È ancora presto per dirlo, ma con 12.8 punti tirando con il 61.3% dal campo e il 55% da tre punti, 2.5 rimbalzi, 1.8 assist di media Fontecchio potrebbe candidarsi al premio di giocatore “più migliorato” dell’intera lega. Efficiente in campo, virale sui social. Grazie ai suoi highlights da tre punti e alle sue stoppate: tutti simpatizzano per il classe 1996. O meglio per “Il maestro dell’arco”, come viene chiamato su Instagram.