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La Regina Madre Sirikit di Thailandia, morta a 93 anni, era considerata sia in Oriente, sia in Occidente la “Jackie Kennedy d’Asia”
La Regina Madre Sirikit di Thailandia, morta lo scorso 24 ottobre al King Chulalongkorn Hospital (Bangkok), verrà ricordata per sempre come una donna moderna e un’icona della moda. Una delle prime reali che hanno usato gli abiti come mezzi di soft power, ma anche una reggente al trono saggia e intelligente. Un personaggio carismatico, sospeso fra Oriente e Occidente, fra la tradizione che pretende deferenza assoluta per i riti e le radici del casato thailandese e la spinta verso il futuro, fra il dovere e il rispetto della propria individualità. Sirikit ha segnato un’epoca, guadagnandosi l’affetto dei sudditi e la stima internazionale.
Sirikit era un membro della dinastia Chakri non solo per matrimonio, ma anche per ascendenza. Suo nonno paterno, infatti, era uno dei 77 figli di Re Rama V (piccola curiosità: il padre di Rama V era Re Mongkut I, il sovrano descritto nelle memorie di Anna Leonowens, da cui sono stati tratti il libro “Anna e il Re”, del 1944, il film del 1956 con Yul Brynner e Deborah Kerr e quello del 1999 con Jodie Foster e Chow Yun-Fat). Anche la mamma di Sirikit, Mom Luang Bua Snidwongse, era un membro della famiglia reale. Il marito, invece, era Rama IX (ovvero Bhumibol Adulyadej, 1927-2016), il monarca più longevo del Paese, sul trono per 70 anni e 127 giorni dal 1946, sottolinea Harper’s Bazaar. Il nonno paterno di Rama IX era Rama V: di conseguenza Sirikit e Bhumidol erano cugini. In Thailandia, precisa il Daily Mail, i membri della famiglia reale sono “venerati…trattati da molti come figure semidivine”. Una considerazione sottolineata dallo stemma del casato, in cui sono presenti due elementi fondamentali dell’iconografia del dio Narayana (avatara, ovvero manifestazione, forma, incarnazione di Visnu) e del dio Shiva: rispettivamente la ruota dentata (chakra) e il tridente (trisula), simboli scelti dal capostipite dei Chakri, cioè Rama I.






