La Renault 4, quel fantasma gentile degli anni Sessanta che riemerge dalle nebbie del progresso elettrico. Ricordate? La Errequattro – come la chiamavano tutti, fondendo in un’unica parola brand e modello – era un’amica, una compagna di strada, un mulo che non ti lasciava mai a piedi

Quella scatoletta democratica, nata per le strade sterrate della campagna francese, per i contadini e i rivoluzionari del maggio '68, che portava in giro famiglie intere con bagagli improbabili e un motore che sembrava un tostapane.

Ora, eccola qui, reincarnata in versione E-TECH, elettrica, cinque porte, con un'aria da crossover urbano che la fa somigliare a un Fiat 600e o a un Jeep Avenger, ma con quel tocco di nostalgia che Renault sa dosare come un barista esperto.

Condivide la piattaforma con la sorellina Renault 5 E-TECH, ma è più grande, più alta da terra – 18,1 centimetri, roba da far invidia a una Captur – e con un abitacolo che finalmente non ti fa sentire come in una scatola di sardine. Il bagagliaio? 375 litri VDA (Renault dice 420, ma usano il metodo dell'acqua, che è un po' come misurare l'amore con un metro da sarta). Abbastanza in ogni caso per infilarci la spesa settimanale, un cane e forse un rimpianto per i tempi in cui le auto non avevano bisogno di app per funzionare.