Lo sforzo che la Fondazione del Monte sta facendo è quello di «aumentare la capacità di lettura dei problemi del territorio», spiega il presidente Pierluigi Stefanini. E per aiutare a risolverli mette sul piatto 6,4 milioni per il 2026 per sostenere progetti su innovazione, cultura, educazione, sostenibilità e inclusione sociale. Senza tralasciare alcuni temi caldi dell’attualità, come l’emergenza abitativa e le conseguenze del riscaldamento climatico.
I fondi confermano quelli dell’anno scorso e ricadranno su Bologna e Ravenna, includendo anche 650mila euro destinati a Lugo e alla Bassa Romagna, visto che l’ente di via delle Donzelle ha inglobato di recente quella fondazione. Nel documento programmatico appena approvato si confermano i settori di intervento abituali della Fondazione con l’obiettivo «di non lasciare indietro nessuno», conferma Stefanini presentando il documento ieri all’Oratorio di San Filippo Neri, e nel solco dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile. I destinatari ultimi dei fondi saranno dunque adolescenti, giovani, anziani, donne e comunità, senza tralasciare i progetti nazionali dedicati al Sud, all’educazione digitale, ai cammini, alla formazione professionale e all’accoglienza dei migranti.







