Es-Smara (Sahara Occidentale), 29 ott. (askanews) – C’è grande attesa in Marocco per la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che giovedì 30 ottobre deve decidere se rinnovare o meno il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (Minurso).

Si voterà su una bozza di risoluzione che punta a chiarire lo status del Sahara Occidentale, territorio che è conteso da Rabat e dal Fronte Polisario pro-indipendenza. La mozione sostenuta dagli Stati Uniti mira a rafforzare la prospettiva di uno status autonomo sotto la sovranità marocchina. Il voto cade alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Marcia Verde del Marocco, la grande manifestazione che nel 1975 di fatto portò la Spagna ad abbandonare il Sahara Occidentale.

Grazie a un incessante lavoro diplomatico, i principali partner internazionali del regno di Muhammad VI, dagli USA alla Cina, dai Paesi arabi alla Russia passando da molti Stati europei, si dicono pronti a sostenere Rabat per mettere fine a una disputa territoriale che va avanti dal 1976 e che si fonda sulla difficile eredità post coloniale. Il conflitto del Sahara occidentale è stato in gran parte congelato dal cessate il fuoco nel 1991, sebbene negli anni non siano mancati disordini legati a quella che è conosciuta come come l’Intifada per l’indipendenza.