Firenze, 29 ott. (askanews) – Mattarella a tutto campo a Firenze in difesa, uno per uno, dei capisaldi dell’Unione europea: euro, Bce, diritti e democrazia, multilateralismo. Un discorso articolato che il presidente pronuncia al termine della sua giornata fiorentina – iniziata con la visita alla mostra su Beato Angelico a Palazzo Strozzi che, a detta di tutti, l’ha “estasiato” – davanti a una platea molto particolare: il Consiglio direttivo della Bce che per due giorni, sotto la guida della presidente Christine Lagarde, si è riunito sulla sponda dell’Arno, a Palazzo Corsini, per discutere di politica monetaria.

Mattarella prende la parola, dopo che la presidente della Banca centrale europea ne ha tessuto le lodi con argomentazioni così inoppugnabili (“in un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”) che sul volto del Capo dello Stato compare un sorriso quasi imbarazzato. Ma dura un istante perché poi Mattarella pronuncia un discorso in cui difendere l’Ue da tutti i suoi, numerosi, nemici, interni ed esterni, senza però risparmiarle critiche.