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Ultimo aggiornamento: 14:27

I semiconduttori stanno finendo e così le fabbriche europee di automobili sono a un passo dalla chiusura forzata. L’Acea, l’associazione continentale dei costruttori, parla ormai di “imminente interruzione”, con il settore che sta raschiando il fondo del barile “attingendo alle scorte di riserva” mentre le forniture “stanno rapidamente diminuendo”. Diverse case automobilistiche, ha ricordato l’Acea, “prevedono già un imminente arresto delle linee di assemblaggio” mentre – è la critica rivolta alla Commissione Europea – “la controversia politica con la Cina rimane irrisolta”.

Il comparto automotive, già nel pieno della bufera per le regole sulla transizione, si ritrova quindi a dover affrontare un nuovo, tragico problema che dimostra come la filiera, al di là della motorizzazione delle vetture, sia legata mani e piedi a Pechino. La sirena d’allarme è infatti scattata negli uffici dei gruppi dopo la decisione del governo olandese sull’azienda Nexperia, colosso controllato dalla cinese Wingtech che detiene circa un’ampia quota di mercato globale dei semiconduttori. I Paesi Bassi hanno deciso di riprendersi il controllo di Nexperia, che produce wafer semiconduttori poi spediti in Cina per confezionamento e test prima di essere rimandati in Europa.