Roma, 29 ott. (askanews) – Greenpeace Italia in azione a Roma, a Piazza di Spagna. Attiviste e attivisti hanno srotolato un enorme scontrino lungo la scalinata di trinità dei Monti, con l’elenco degli eventi climatici estremi che si sono verificati negli ultimi 10 anni, dall’accordo di Parigi a oggi, e una stima dei costi causati dai disastri.
Gli ambientalisti hanno voluto “presentare il conto” della crisi climatica al governo, anche in vista della legge di bilancio, per un totale che supera 5.000 miliardi di euro. Una cifra, sottolinea Greenpeace nelle sue ricerche, “pari al danno economico associato a sei delle più grandi aziende dei combustibili fossili al mondo”.
Secondo l’analisi pubblicata dall’associazione sul costo sociale del carbonio (SCC), le emissioni di anidride carbonica di sei grandi compagnie petrolifere e del gas (ExxonMobil, Chevron, Shell, BP, TotalEnergies ed Eni) nel periodo 2016-25 sarebbero in grado di causare circa 5.070 miliardi di euro di danni economici. La cifra stima i danni economici considerando gli impatti sulla salute e sulla sicurezza alimentare, i rischi legati all’innalzamento del livello del mare e degli eventi climatici estremi per tutto il periodo in cui la CO2 resterà in atmosfera.






