Attanasio, presidente della Camera di commercio e amministratore dell’azienda di Carasco, alle prese con le lamentele sui rumori. Beronio: “Cerchiamo di conciliare le esigenze delle aziende con quelle dei cittadini”

Lo stabilimento di Spiga Nord, a Carasco

Chiavari – «Abbiamo bisogno di ingrandirci, ma ci chiediamo se valga la pena farlo qui. O altrove». Le parole di Luigi Attanasio, presidente della Camera di commercio di Genova, amministratore di “Spiga Nord spa” e socio fondatore di “Re.vetro s.r.l”, non sono rimaste inascoltate durante l’incontro pubblico sul futuro dell’Entella. L’imprenditore genovese che ha due aziende a Carasco, valuta («Da un anno e mezzo») la possibilità di dire addio alla val Fontanabuona. Alla Liguria. All’Italia. «Come extrema ratio», sottolinea. Ma ci pensa. Pondera la possibilità alla luce dei rapporti, non sempre ideali, con coloro che abitano nelle vicinanze di via Rolando, a Carasco.

Lo stabilimento di “Spiga Nord”, al centro di proteste per le emissioni produttive rumorose, sorge a ridosso dell’argine (rinforzato anni fa dalla proprietà) del torrente Sturla. Produce glicerina, che vende in tutto il Paese e all’estero. L’azienda, nata nel 1974, conta 55 dipendenti e un fatturato annuo da 52 milioni di euro. Realtà storica del Tigullio, è in crescita e ha bisogno di espandere la produzione. Venerdì scorso il presidente Attanasio è intervenuto al convegno organizzato a Chiavari da Società Economica e Comune. Ragionando dello sviluppo territoriale, elencate le carenze infrastrutturali, l’industriale ha accennato alle difficoltà di coniugare impianti da potenziare con esigenze degli abitanti. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione - assicura Luigi Attanasio - Abbiamo investito per ridurre l’inquinamento acustico, lo faremo ancora, e rispettiamo tutti i parametri. La nostra azienda è in crescita, abbiamo assunto personale e potremmo svilupparci ulteriormente. Dove ci sono le condizioni migliori per farlo. Bisogna capire se Carasco è il luogo adatto».