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Per chi passa del tempo su social media come Instagram e TikTok sarà una scena nota: una persona parla in camera o intervista qualcuno tenendo tra le mani, anzi tra le dita (a volte tra le unghie, se sono lunghe), un piccolo microfono senza fili. Può essere una versione minuscola di un normale microfono palmare, il cosiddetto “gelato”, oppure un microfono a clip, detto anche “lavalier”, che però non viene pinzato da nessuna parte ma tenuto vicino alla bocca. A volte è coperto da un cappuccio peloso, il cosiddetto “deadcat”, che si usa in caso di vento per ridurre il fruscio.
Questi piccoli microfoni si sono diffusi su TikTok e Instagram perché qui i video vengono spesso registrati e montati direttamente dallo smartphone, e usare piccoli accessori esterni con connessione Bluetooth permette di rimediare alla scarsa resa audio degli smartphone senza dover ricorrere a dispositivi più ingombranti. Oltre a essere utili però i minimicrofoni fanno anche una loro scena, e sono diventati un accessorio tipico dei video sui social in un modo simile a come i microfoni più grossi e con cavo lo sono per i podcast.
I microfoni lavalier sono da tempo utilizzati in televisione, e sono pensati per essere pinzati ai vestiti dei conduttori, e venire in qualche modo nascosti. I creator digitali preferiscono tenerli in mano e metterli in mostra, in parte perché è un modo per suggerire una certa spontaneità, come se il video fosse stato improvvisato sul momento e la cosa più semplice fosse tenere il microfono tra le mani, invece che pinzarlo ai vestiti.







