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Meloni a Messina: "Non tassiamo la ricchezza delle banche, chiediamo un contributo equo"
"Non è solo una variabile finanziaria, ma la linfa che alimenta investimenti, innovazione e occupazione". Le banche italiane, oggi tra le più solide e redditizie d'Europa, devono "utilizzare questa fase favorevole per sostenere la crescita produttiva". Così il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta ha aperto la 101sima Giornata mondiale del Risparmio con un richiamo al cuore del sistema economico: il credito. Il numero uno di Via Nazionale ha rivolto un appello esplicito a non lasciare indietro le piccole imprese, ricordando che difficoltà di accesso al credito "potrebbero frenare gli investimenti in un segmento cruciale dell'economia". Ma ha anche messo in guardia: non basta la solidità del sistema, serve più produttività.
Mentre Panetta chiedeva alle banche di sostenere la crescita, Giorgia Meloni ne ha definito il contributo alla manovra. In un dialogo con Carlo Messina, anticipato dal nuovo libro di Bruno Vespa Finimondo, la premier ha spiegato che "non vogliamo tassare la ricchezza prodotta dalle aziende, perché daremmo un segnale sbagliato". Ma il sistema bancario, che ha beneficiato delle scelte di politica economica e dei tassi favorevoli, è chiamato a dare il proprio contributo. "Vogliamo un contributo sulla rendita accumulata per condizioni di mercato che la politica del governo ha fortemente contribuito a creare", ha sottolineato.






