ROMA – Dopo lunga gestazione, il Consiglio dei ministri vara il decreto legge per la sicurezza sul lavoro. «Ci sono 500 milioni per abbassare le tariffe Inail alle aziende virtuose e 90 milioni per l’agricoltura», annuncia la ministra del Lavoro Marina Calderone, alludendo al meccanismo bonus-malus che premia le imprese che investono in salute e sicurezza. «Le misure del decreto sono ampie e con impatto alto: a regime peseranno per 900 milioni all’anno», aggiunge. La premier Meloni aveva parlato il primo maggio di 650 milioni “freschi” già per il 2025. Le nuove misure invece scatteranno solo nel 2026. «Impegno mantenuto, ci sono quelle risorse e altre: siamo molto orgogliosi», rivendica però Meloni sui social. «Ringrazio sindacati e imprese che non hanno mai fatto mancare il loro apporto».
Sicurezza sul lavoro, il piano slitta all’anno prossimo. E i 650 milioni vanno solo alle imprese
di Valentina Conte
Il nodo dei fondi Inail
La norma indica il «bilancio Inail» come fonte delle risorse, ma le quantifica solo la relazione tecnica: 503 milioni per il bonus-malus nel 2026, 518 milioni nel 2027, 534 milioni nel 2028, fino a 662 milioni dal 2035. Una misura strutturale, così come il taglio dei contributi agricoli da 90-100 milioni all’anno. I dettagli saranno definiti con decreto Lavoro-Economia su proposta Inail entro 60 giorni dalla conversione in legge del decreto. Tempi dunque lunghi, ben oltre le promesse. Pare legati a un confronto serrato sulla copertura tecnica proprio di questa norma. I soldi Inail ci sono. Ma a livello di indebitamento netto vanno coperti.











