All’inizio, il cane Flapjack non voleva nemmeno alzare lo sguardo. Appiattito contro il freddo pavimento del canile, nascondeva la testa sotto una branda, tremando a ogni rumore. I suoni, gli odori e il caos del rifugio erano troppo per lui: quel mondo fatto di porte che sbattevano e latrati lo terrorizzava. A notarlo è stato il personale del rifugio della Carolina del Sud, che ha deciso di chiedere aiuto a Hounds in Pounds, un’organizzazione no-profit che si occupa di recupero e affido di cani in difficoltà.

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Dal silenzio alla fiducia

“Flapjack era completamente chiuso in se stesso”, racconta Cat Suzuki, fondatrice dell’associazione. “Non poteva essere adottato in quelle condizioni. Così ci siamo subito offerti di aiutarlo”. Affidato al Chapin Veterinary Hospital, parte della rete di Hounds in Pounds, Flapjack è stato accolto dalla dottoressa Parnell, veterinaria esperta nel trattamento di animali spaventati. “Era timido, depresso, e teneva sempre lo sguardo basso”, racconta. “Non ti guardava, non teneva la testa alta”.

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