Torino – È servita ancora una giornata di riflessioni, ma a sera Luciano Spalletti ha ricevuto la notizia: sarà l’allenatore della Juventus, fino a giugno come minimo ma per un altro anno ancora se traghetterà i bianconeri nella prossima Champions League. Guadagnerà tre milioni più bonus a stagione, gli ultimi dettagli verranno definiti in giornata e domani l’ex ct potrà dirigere il primo allenamento. Stasera guarderà con occhi diversi Juventus-Udinese, forse addirittura dal vivo, poi si butterà in quest’avventura che non lo spaventa, anche per via dell’età, dell’esperienza e dei calli che ha. Nei mesi scorsi ha detto no a Fenerbahce, Nottingham Forest e Arabia Saudita: voleva rimanere in Italia e voleva un’occasione così, perciò l’ha presa al volo senza farne una questione né di soldi né di durata del contratto, mettendo da parte i rischi che comporta addentrarsi in quel ginepraio tecnico che la Juve è diventata.
Spalletti, sì alla Juventus: guadagnerà 3 milioni. Domani a Torino
di Domenico Marchese
Un martedì bianconero non proprio scontato
Il martedì bianconero è stato in ogni caso lungo e non scontato come si immaginava il giorno prima. Mentre Chiellini — rientrato all’alba da un viaggio istituzionale a Riad — teneva i contatti con Spalletti, il dt Modesto ha rilanciato quelli con Palladino, che a un certo punto ha sperato di diventare il prescelto. È stato il dg Comolli a voler tenere aperte le due possibilità, per soppesarle con calma prima di fare la sintesi tra la candidatura di due specialisti volutamente molto diversi, e non soltanto perché uno ha 25 anni più dell’altro. Dopo il “le faremo sapere” del primo colloquio, è stato poi Spalletti a ricevere la convocazione definitiva.











