Nella provincia più anziana d’Italia, il punto nascite di Savona è protagonista in questi mesi di un exploit persino imprevisto. “Per ospitare 21 mamme abbiamo dovuto prendere 4 letti in Pediatria”. Il 35 per cento delle partorienti sono straniere

Foto di gruppo nel reparto di Ostetricia dell'ospedale San Paolo di Savona

Savona – L’ultimo fiocco rosa è stato per Alessia, una bimba nata pochi minuti dopo le 10 di ieri. Con lei sono saliti a 18 i bambini nati in pochissimi giorni all’ospedale San Paolo di Savona che, mentre tutta Italia si dispera per il crollo della natalità, combatte una battaglia silenziosa contro le fughe in altri ospedali e si gode un momento da autentico “baby boom”. Anche in provincia si fanno meno figli, ma l’aver già raggiunto i 700 parti a fine ottobre – tanti quanti lo scorso anno, anzi persino qualche unità in più - è ciò che porta ottimismo nei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria-Gaslini Diffuso, guidati rispettivamente dal primario Eugenio Volpi e Alberto Gaiero.

Ieri mattina al nido tutte le culle erano occupate. «Anche la settimana scorsa avevamo il reparto pieno, anzi abbiamo utilizzato quattro letti in stanze d’appoggio in Pediatria per accogliere in contemporanea 21 mamme e i loro piccoli – racconta Valentina Angius, la coordinatrice delle ostetriche dell’Asl – Tra noi c’è un’ottima collaborazione. Siamo la provincia più anziana d’Europa nella regione con l’età media più alta, cerchiamo di difenderci in tutti i modi».