Sarà una ricostruzione a zero consumo di suolo, e dunque sostenibile. Con 246 edifici che non potranno essere ricostruiti perché insistono su aree in cui il rischio, sismico o idrogeologico, non può essere mitigato: si opterà, così, per la cosiddetta ‘delocalizzazione’.
È stato presentato oggi, a Ischia, il Piano di Ricostruzione per i Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, interessati dal sisma del 2017 e dall’alluvione del 2022, e lo stralcio funzionale del Piano Paesaggistico Regionale per l’intera isola. Un percorso complicato, durato tre anni e frutto di un articolato lavoro di raccordo con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, elaborato dopo l'esame delle 539 osservazioni presentate da parte di amministrazioni pubbliche, associazioni, portatori di interesse e privati cittadini.
“Un passaggio importante, perché si apre una bella stagione di sviluppo per Ischia", ha commentato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Questo percorso può diventare un modello nazionale di intervento sul territorio ma anche di collaborazione istituzionale: non c'è in Italia un modello come quello che è stato approvato a Ischia", ha aggiunto il governatore.
“Un risultato importante – ha aggiunto – perché è un punto di equilibrio tra la messa in sicurezza del territorio, la tutela della salute e del paesaggio con l’esigenza di non ‘mummificarlo’. Una linea di realismo e concretezza per un territorio sporcato, nell’immagine, dall’abusivismo e dalle sue conseguenze: mi tornano in mente le immagini di quella casa rimasta sospesa a Casamicciola su un vallone, una pazzia totale. Su questo, la nostra linea è chiara: gli abusi che insistono in zone a rischio non possono essere sanati”.






