I banditi dei portavalori: 300 uomini per arrestarli

Un biglietto dimenticato durante il blitz con bombe e kalashnikov sull’Aurelia tradisce il commando. I 10 catturati, tutti sardi, spararono contro gli automobilisti

martedì 20 maggio 2025 di Giorgio Bernardini

A tradirli è stato un bigliettino dimenticato e per fermarli ci sono voluti 300 militari.

Un esercito che nel corso di una notte intera è riuscito a sgominare la banda che il 28 marzo scorso ha assaltato i due portavalori della Battistolli lungo l’Aurelia, in provincia di Livorno. Un colpo spettacolare con un bottino da 3 milioni di euro, soldi che erano viaggio per il pagamento di centinaia di pensioni. Undici gli arrestati, tutti originari del Nuorese, tra i 33 e i 54 anni. Per fermarli, su ordine del Gip di Livorno, un imponentissimo blitz notturno delle forze speciali: i Cacciatori di Sardegna insieme ai militari del Gis e ai paracadutisti del Tuscania. Un’operazione spettacolare quanto l’assalto stesso, che ha messo la parola fine alla carriera criminale della banda. A cui vengono contestati numerosi reati. Nove arresti sono stati eseguiti a Nuoro, uno nel Pisano – dove è stato fermato l’uomo che secondo le indagini avrebbe fornito base logistica alla banda – e un altro a Bologna.