di Pietro De Leolunedì 27 ottobre 2025 Maurizio Gasparri3' di lettura«Lancio un appello, attraverso Libero: sfido Cesare Parodi a un dibattito pubblico con questo titolo: “La casta togata ha torto o ha ragione?”. Scelga lui luogo e moderatore”».Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato di Forza Italia, risponde alle domande di Libero dopo le ultime dichiarazioni del presidente Anm. Ieri mattina, Parodi parlando a “Omnibus” (La7) ha ammesso che non è degna di un Paese civile la durata trentennale dell’accusa sui legami tra Silvio Berlusconi e la mafia, definitivamente spazzata via da un pronunciamento della Cassazione solo pochi giorni fa. Il tutto si colloca nel dibattito sollevato dalla primogenita del fondatore di Forza Italia, Marina, in una lettera al Giornale di sabato.Parodi ha ammesso l’inaccettabilità dei 30 anni, non basta?
«No. Riconosco a Parodi uno stile diverso, più equilibrato rispetto ad altri esponenti dell’Anm, presenti e passati. Posso concordare che può aver compiuto qualche errore di comunicazione. Ma la sua presa di posizione non è sufficiente».Cosa manca?
«Il riconoscimento pieno dell’assoluta gravità di quello che è avvenuto. Abbiamo visto e vissuto il significato del fatto che Silvio Berlusconi sia stato avvolto, in tutto il suo percorso politico, da quest’accusa pesantissima. Un’accusa totalmente falsa che ha condizionato la vita politica di questo Paese. Per una persona con quel ruolo pubblico, che da leader concorre per guidare dei governi, l’accertamento della verità dovrebbe arrivare prima degli altri. Mi domando: “Quante persone magari avrebbero voluto votarlo e poi non l’hanno fatto ritenendolo presunto colpevole?”».Marina Berlusconi, magistrati e manettari tornano a dare la caccia alla famiglia del CavViva il coraggio di Marina Berlusconi, la fierezza nella difesa del padre, il rifiuto di accontentarsi di “giustiz...Dove si coglie l’assurdità di questa accusa?






