Una lunga storia di beni artistici restaurati a cui ora si aggiungono circa 120 tesori d'arte custoditi in quasi settanta tra musei, collezioni, chiese e siti archeologici di ogni regione d'Italia.

Con 'Restituzioni 2025' vengono esposte al pubblico dal 28 ottobre e fino al 18 gennaio 2026 le opere restaurate nell'ambito della XX edizione di Restituzioni, programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Intesa Sanpaolo conduce da oltre 36 anni in collaborazione con il ministero della Cultura: la mostra presenta le opere oggetto dei restauri che il gruppo bancario ha sostenuto tra il 2022 e il 2025. In tutto sono 117 opere delle 128 provenienti da ogni parte del Paese a cui si sono dedicati 60 laboratori di restauro.

A fronte di lavori di artisti più noti al grande pubblico - Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, fino ai moderni Mario Sironi e Pino Pascali - molti sono gli oggetti che testimoniano la varietà e peculiarità del patrimonio italiano, come, ad esempio, l'arpicordo (spinetta pentagonale) di Giovanni Antegnati, di metà Cinquecento, la draisina ottocentesca (antenata della bicicletta) da Gallarate, l'arco da Samurai e la barca siamese dal Castello Ducale di Agliè in provincia di Torino, la barca cucita (metà II - fine I secolo a.C.) di oltre 4 metri dal Man di Adria (Rovigo), due abiti in stile charleston da Roma, il letto in osso di età romana da Chieti. E ancora, per la prima volta, Restituzioni apre agli strumenti scientifici, con una macchina planetaria dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.