"Ci hanno messo con le spalle al muro e ci hanno riempito di botte.
'Occhio per occhio, dente per dente'. Lo hanno ripetuto un sacco di volte". E giù botte, torture, ossa rotte. "Hanno detto che lo facevano per colpa di Ben Gvir". Il ministro ultranazionalista della Sicurezza nazionale di Israele si vantava pubblicamente del pugno di ferro con i prigionieri palestinesi, e le sue parole si traducevano in pugni veri contro i suoi concittadini ancora nelle mani di Hamas.
Bar Kuperstein, il viso giovane e smagrito, evidentemente ancora scosso da due anni di prigionia a Gaza, lo racconta alle telecamere della tv pubblica Kan. Le anticipazioni diffuse dai media hanno scosso l'opinione pubblica, e lo stesso Ben Gvir è stato attaccato alla Knesset dall'opposizione. Kuperstein era stato rapito dal Nova Festival il 7 ottobre ed è stato liberato solo lo scorso 13 ottobre. Oggi il suo racconto suona come un atto d'accusa contro l'ala più radicale del governo di Benyamin Netanyahu. Ben Gvir, del resto, non ha mai nascosto la sua linea: nessuno sconto ai prigionieri. Solo pochi giorni fa - sullo sfondo i detenuti inginocchiati - invocava per loro la pena di morte.
Propaganda politica, che però da qualche parte, nelle carceri segrete di Hamas, si traduceva in violenza. "C'era un tizio - racconta ancora Kuperstein - che diceva: 'Sono qui per assicurarmi che non siate trattati troppo bene'. Hanno detto che era per colpa di Ben Gvir: 'Sentirete cosa fa ai nostri prigionieri'. Circa una settimana dopo - prosegue il racconto - mi hanno portato nella loro stanza con gli occhi bendati e ho ricevuto due colpi dritti in faccia. Sono caduto a terra per la violenza. Mi hanno tirato per le gambe, mi hanno calpestato e umiliato più che potevano". Poi lo hanno legato per le gambe a un palo, e uno di loro gli ha detto: "Finora non abbiamo fatto nulla. Ora sentirai sulla tua pelle quello che provano i nostri prigionieri. Quando mi hanno legato le ginocchia, mi sono detto 'Cosa faranno? Mi taglieranno le gambe?". Poi lo hanno picchiato su gambe e piedi. "Mi hanno rotto diverse ossa dei piedi e non ho potuto camminare per un mese".







