L’attesa cresce. «Down Cemetery Road», serie Apple TV+ in otto episodi, partirà il 29 ottobre prossimo e andrà avanti sino al 10 dicembre. Con nuove puntate ogni mercoledì. Si tratta, a tutti gli effetti, di un thriller. Protagonista, nonché produttrice esecutiva, l’attrice britannica Emma Thompson che, reduce dal Leopard Club Award conquistato al Festival di Locarno, sta misurandosi intensamente con la narrazione di mistero, tensione, suspense. Lo ha fatto con la sua recente fatica cinematografica, «The Dead of Winter» di Brian Kirk e sembra voler proseguire il discorso nel formato serie televisiva.

«Down Cemetery Road» si basa su uno dei romanzi della serie nota come «Zoë Boehm» di Mick Herron. La vicenda prende le mosse dalla sparizione di una bambina. Emma Thompson, per l’appunto Zoë Boehm, è la detective privata incaricata di indagare sul caso. Da qui in poi, si intuisce, tutto è possibile. Il «niente è come sembra» è solo il primo passo. Le immagini dal set consegnano Emma Thompson in tutta l’intensità che siamo abituati a conoscerle. In una fotografia, il suo volto affilato e serio spicca sotto i capelli corti e ribelli tanto da sembrare ispidi. L’investigatrice Zoë si indovina essere concentrata, grintosa. La giacca di pelle nera che indossa si attaglia al ruolo. L’investigatrice ha una personalità forte, determinata, pronta a cercare la verità senza fermarsi davanti a niente, affrontando anche conseguenze estreme e guardando la vita a viso aperto. Negli occhi di Zoë, tuttavia, affiorano sentimenti contrastanti combinati tra loro e difficili da esaminare: ondate di umanità e punte di ironico scetticismo. Ritrosia e slancio. Istinto e freddezza di ragionamento. Si sa che Emma Thompson è maestra indiscussa di questi cocktail emotivi. Ne conosce profondamente il segreto. Lei sa mettere insieme, rendendole inestricabili tra loro, componenti diverse, persino opposte, assortite in giuste dosi. Pochissime attrici di oggi sono in grado di gestire complicazioni interpretative come fa lei.