VENEZIA - Parla etiope, per il secondo anno consecutivo, la 39esima edizione della Wizz Air Venice Marathon, con la vittoria di Deribe Robi in campo maschile e di Ashumar Zebenay in quello femminile. Due autentici outsider, visto che Robi aveva registrato i migliori tempi una decina di anni fa (ultima vittoria a Marrakech nel 2014), mentre Zebenay, alla sua terza esperienza sui 42 chilometri, ha migliorato il proprio primato personale di oltre sei minuti.

In campo maschile il gruppo dei top runners è rimasto compatto, composto da una decina di atleti, guidato dai pacers keniani, Mwangi e Cheruiyt, con un tempo che a metà gara poteva far pensare che si potesse attaccare il record della gara. Il gruppo poi ha cominciato ad assottigliarsi, e arrivati al cavalcavia di San Giuliano in testa sono solamente in tre, i due keniani Kiprop e Kimakal e l'etiope Robi, che ha provato a spingere una volta raggiunto il Ponte della Libertà, lasciando un po' indietro Kiprop, che poco dopo però riusciva a rientrare. A metà del ponte però l'etiope ha provato un altro affondo al rifornimento, e stavolta guadagnava qualche metro sui compagni di corsa. Arrivato a Venezia, la parte più suggestiva della scorsa ma anche la più complicata con i suoi 14 ponti, Robi sembrava avere acquisito un buon vantaggio, non venendo più di tanto ostacolato nemmeno dall'acqua che lambiva la Fondamenta delle Zattere e parte di Piazza San Marco, dove poteva controllare di avere ormai seminato gli avversari. Robi arrivava così in solitaria al traguardo, chiudendo in 2h08'58".