Hadush Kebatu, immigrato clandestinamente in Gran Bretagna dall’Etiopia, era stato incarcerato questa estate per aver aggredito sessualmente alcune donne, fra le quali una ragazza di 14 anni. L’uomo, nonostante una condanna a 12 mesi e decreto di espulsione, è stato liberato dalla prigione di Chelmsford a causa di un «errore umano». Testimoni affermano che l’africano è rimasto per ben un’ora e mezza davanti all’istituto di pena, cercando di rientrare nel penitenziario.
Le guardie però sono state irremovibili: vattene, sei libero, gli hanno più volte intimato. Kebatu, molto scosso, grattandosi la testa, ripeteva: «E adesso dove vado?». Quando la polizia si è accorta dell’errore, l’etiope era sparito. Ha preso un treno per Londra, dove è stato riacciuffato solo dopo 24 ore. Il 38enne aveva detto a due adolescenti che voleva avere un bambino con ciascuna di esse e aveva tentato di baciarle, mettendo loro una mano sulla coscia e accarezzando loro i capelli. È stato anche scoperto che aveva aggredito sessualmente una donna, cercando di baciarla, mettendole una mano sulla gamba e dicendole che era carina. Il migrante è stato riconosciuto colpevole di cinque reati. Durante l'udienza di condanna, ha affermato che venire deportato era anche un suo «fermo desiderio». Ma non aveva fatto i conti con la polizia britannica.











