Nella finale dell’Atp 500 di Vienna, oltre la rete, non c’era soltanto Sasha Zverev a contendere la coppa di uno dei tornei più ambiti dell’autunno tennistico. Un appuntamento gradito parecchio da Sinner che qui ha vinto due anni fa e, ieri, si è ripetuto piegando in tre set (3-6, 6-3, 7-5 il punteggio dopo due e mezzo di dura battaglia) il pivot tedesco che ormai non riesce più a vincere neppure una partita di rubamazzo. Dicevamo che dall’altra parte della rete c’erano anche tutti gli invidiosi, i nuovi nemici di Jannik che non gli perdonano nulla, né la residenza a Montecarlo o i 100 milioni di euro del suo patrimonio, e neppure la bellissima fidanzata danese, la modella Laila Hasanovic: figuriamoci il successo. I leoni da tastiera sono stati zittiti in una domenica non qualunque, segnata dal 22esimo trionfo del fuoriclasse di Sesto Pusteria che se ne fa un baffo di certe malignità. Come quella di Swg, che ha partorito un sondaggio per La Gazzetta dello Sport che ha il solo intento di rompere le scatole a Jannik: domandare a 800 italiani a caso se ha fatto bene o male a rinunciare alla Davis non è un buon modo per affrontare il tema, anche perché se l’avessero chiesto a 800 veri appassionati di tennis avrebbero tutti risposto “sì”.