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Allegra e Alessandra contro i tutori di Patrizia (e del patrimonio) scelti dai giudici

Ridateci nostra madre, dicono le figlie di Maurizio Gucci. È stata condannata per avere fatto uccidere nostro padre. Oggi è una donna fragile, non sempre lucida. Ma ha ancora un grande patrimonio: che grazie alle decisioni del tribunale di Milano è stato saccheggiato, e continua a arricchire consulenti e amministratori di sostegno, nel silenzio dei giudici. Ma il tribunale nei giorni scorsi respinge la richiesta: forse l'avrete perdonata, ma non del tutto.

È l'ultima puntata della fosca saga dei Gucci, iniziata con i due colpi di pistola che freddano l'erede di un marchio planetario e di una fortuna incalcolabile - androne del palazzo di via Palestro mattina del 27 marzo 1995 - e divenuta storia universale, colossal hollywoodiano detestato dalle figlie, serie Sky in arrivo a breve. Del coacervo di passioni e di soldi che precedette e seguì la morte di Maurizio si è parlato all'infinito, dentro e fuori l'aula del processo culminato nella condanna di Patrizia Reggiani, moglie abbandonata della vittima. E mentre Patrizia scontava a San Vittore i suoi anni di carcere, lo scontro fuori è continuato. Sulla scena, le orfane di Maurizio, Alessandra e Allegra: e insieme a loro la vera dark lady della vicenda, la mamma di Patrizia, Silvana Reggiani. Che riesce a fare interdire la figlia dopo essersi resa conto che è finita nelle grinfie di una compagna di cella divenuta amica del cuore, Loredana Canò. Ma nel 2019, il tribunale nomina tutore di Patrizia l'avvocato Daniele Pizzi: che in realtà è complice della Canò, e collabora al saccheggio.