Per mesi ha portato conforto ai detenuti del penitenziario di Magilligan, ma oggi Bailey, un cane Cocker spaniel di indole timida, è al centro di un caso che scuote il sistema carcerario dell’Irlanda del Nord. Rimosso dopo minacce e accuse di maltrattamenti sugli animali, il cane non farà più ritorno in prigione. Attorno alla sua storia si è aperta una frattura profonda tra chi denuncia negligenze su altri animali e chi parla di “accuse infondate”.

Un cane nato per dare conforto, finito in un inferno di accuse

Bailey era stato introdotto nel carcere di Magilligan come “comfort dog”, un cane da supporto emotivo per i detenuti. Era stato acquistato in contanti da una famiglia privata, dopo che almeno due rifugi avevano rifiutato di fornire un animale sapendo che sarebbe stato destinato a un istituto penitenziario.

Viveva nella sezione H2, in una stanza adibita a lavanderia, dormendo in una gabbia. Nessun addestramento specifico era stato previsto né per il personale né per i prigionieri incaricati di occuparsi di lui.

Secondo l’ex proprietario, “Bailey è nervoso con gli uomini”, ma nonostante ciò era stato affidato a un detenuto condannato per reati sessuali, che in seguito è stato aggredito mentre si trovava con il cane.