"Nella Chiesa le relazioni non rispondono alle logiche del potere ma a quelle dell'amore".

Quindi, no ai "personalismi che impediscono relazioni autentiche" e alla "pretesa di essere migliori degli altri, come fa il fariseo col pubblicano, creando divisione e trasformando la Comunità in un luogo giudicante ed escludente".

No a fare "leva sul proprio ruolo per esercitare il potere e occupare spazi".

"È al pubblicano che dobbiamo guardare", deponendo "il clericalismo e la vanagloria". Lo dice il Papa che incoraggia a "sognare e costruire una Chiesa umile, che non sta dritta trionfante ma si abbassa per lavare i piedi dell'umanità".