LORIA (TREVISO) «Quando hai un figlio che corre in bicicletta, hai in mente che possa cadere e farsi male, magari rompersi un braccio o una gamba. Ma uno mai si aspetta una cosa del genere». La voce di Roberto Bonaldo è rotta dall'emozione nel ricordare il figlio Kevin, scomparso ieri a soli 25 anni, dopo oltre un mese dall'arresto cardiaco che l'ha colpito lo scorso 21 settembre a Sovizzo, mentre stava ormai completando la corsa ciclistica Piccola Sanremo.

A fianco di Roberto, la moglie Cinzia e i due figli, Simone e Antonio, ancora provati dal tragico epilogo di una vicenda a cui stentano a trovare una spiegazione. Una famiglia molto conosciuta a Ramon di Loria, dove Roberto ha un'impresa di costruzioni edili, che vede impiegati attivamente tutti e tre i figli e dove Kevin si occupava della parte amministrativa.

Kevin ha vestito la maglia di molte squadre, a partire dall'Uc Loria, passando per le squadre del Giorgione, del Bassano, della sudafricana Qhubeka, fino alla Padovani Polo Cherry Bank, con la quale ha disputato la sua ultima gara. È Antonio, fratello minore e compagno di squadra, a ricordare quella giornata: «Stavamo "tirando" per aiutarlo a vincere, quando ha iniziato a staccarsi dagli altri. Ad un certo punto si è staccato anche da me. Quando non lo abbiamo visto arrivare al traguardo, abbiamo iniziato a preoccuparci».